perché
VeneziaMuseo.
La Venezia nota: il ponte di Rialto, la piazza
San Marco, il Canal Grande.
E poi c’è tutta l’altra Venezia, quella
interna, fatta di calli strettissime, di campi ariosi, di rii serpeggianti, di rive
remote: quella che forma il gran corpo della città.
Una città sempre un poco segreta, anche a
chi fra i veneziani l’abbia in antica consuetudine. Una città che non si lascia
comprendere intera neppure da chi ne abbia la labirintica topografia stampata
nella testa o sotto la suola delle scarpe.
Una città che si è voluta fabbricare in
mezzo all’acqua, su cento isolotti, separati l’un l’altro da centocinquanta
canali, non può avere la forma organica di un’altra, fabbricata sul monte o
sulla pianura, o sia pure, in riva ad un lago o al mare.
Nel realizzarla, i costruttori di Venezia
hanno rifiutato tutti i modelli esistenti, essi hanno ascoltato solo i precetti
delle maree, delle correnti, dei flussi e dei riflussi, delle fasi lunari, dei
venti e della mutevole luce. Ecco perché quando si tenti di formulare quei
precetti ed immaginare le prime case e poi le altre che si sono agglomerate con
esse, fino a formare una città, questa città, allora si conclude
inevitabilmente che Venezia è inafferrabile, appunto come la sua acqua natale,
che sembra stagnare e invece non è mai ferma, mai la stessa, che attira senza
posa i nostri occhi e il nostro cuore, quasi dovesse rivelarci il perché della
vita, e intanto fugge via, limpida ed impenetrabile ad un tempo, silenziosa.
Lontani dalla folla e dai percorsi usuali, abbandonato
ogni tentativo di dare razionale interpretazione a quell’estasi sottile che
pure i sensi percepiscono così bene, ci si sente appagati nel cogliere la travolgente
bellezza dell’aspetto esterno di ciò che ci circonda: un piccolo ponte, una
fondamenta, una nobile Ca’ con i mattoni rosso ed ocra, il cielo azzurro
intenso … senza una nuvola.
Altra Venezia, altra bellezza.
do siéle de venexianità, prima
che fassa scuro …
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rio terà dei (as)sassini |
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… e se il Tassini, avesse commesso una svista ? I “sassini” al
posto degli “assassini” |
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HINC URBIS POTUS |
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“Venexia è in aqua ma non ha aqua” (M. Sanudo) La Seriola
Veneta, da Dolo al Moranzan |
Navigazione.
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la conoscenza minima di alcuni rudimenti di dialetto veneziano.
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o altro (Dio me ne scampi), semplicemente è il voler mantenere nel WEB un
idioma (da alcuni chiamato, forse esageratamente, Lingua) che nel medioevo era compreso e parlato in tutta l'area del
Mediterraneo.
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ignota la collocazione dell'argomento rispetto alla città, allora scegliere un tema
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& Ciexe, La sarìa curiosa
...).
Per agevolare l'individuazione
dell'informazione su una qualunque mappa di Venezia, ogni scheda ha riportato
il riferimento al Sestier, alla Contrada ed infine il nizioleto
ossia il nome della calle, del campiello, del campo o della fondamenta. Non stupitevi se a volte vi capiterà che il
nizioleto
riportato nella scheda non coincida affatto con quello effettivo che
incontrerete.
Per quanto vi potrà sembrare assurdo, poiché
le insegne stanno subendo un devastante italianismo di ritorno, il nizioleto errato è purtroppo quello
dipinto sul muro.
VENEZIA
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VENEXIA
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